Lezioni · Intermedio
Le cadenze in musica: autentica, plagale, sospesa e d'inganno
Come finiscono le frasi: le sei cadenze che ogni musicista dovrebbe riconoscere, suonare e scrivere.
Che cos'è una cadenza?
Una cadenza è una coppia di accordi che chiude una frase musicale. Come la punteggiatura dice al lettore dove finisce una frase, una cadenza dice all'ascoltatore se la musica è conclusa (un punto fermo), si sta solo fermando un attimo (una virgola) o ha preso una svolta sorprendente (un punto interrogativo).
Le cadenze si costruiscono con gli accordi di una tonalità, quindi devi conoscere prima l'armonia diatonica: in Do maggiore gli accordi sono Do, Re minore, Mi minore, Fa, Sol, La minore e Si° (C, Dm, Em, F, G, Am e B°), numerati I ii iii IV V vi vii°. Ogni cadenza qui sotto è descritta con questi numeri romani, quindi funziona in qualsiasi tonalità.
Esistono due grandi famiglie:
- Cadenze chiuse (o conclusive) terminano sull'accordo di tonica (I o i). Suonano concluse.
- Cadenze aperte (o sospensive) terminano su un accordo diverso dalla tonica, più spesso V. Suonano incomplete e chiedono altra musica.
Cadenza autentica (V–I)
La cadenza autentica va dalla dominante (V o V7) alla tonica (I). È la chiusura più forte della musica tonale perché accadono due cose insieme:
- il basso scende di una quinta (o sale di una quarta) dal 5º grado al 1º;
- la sensibile (il 7º grado, Si in Do maggiore) sale di un semitono verso la tonica.
Se usi V7, anche la settima dell'accordo (Fa in Sol7) scende di un semitono verso la terza della tonica (Mi). Queste due risoluzioni di semitono, Si–Do e Fa–Mi, risolvono il tritono contenuto in Sol7, ed è per questo che la chiusura suona così definitiva.
Cadenza autentica perfetta (PAC)
Una cadenza autentica si dice perfetta quando sono soddisfatte tutte e tre le condizioni:
- entrambi gli accordi sono in stato fondamentale (Sol al basso, poi Do al basso);
- la progressione è V(7)–I, non vii°–I;
- la nota più acuta dell'accordo finale è la tonica (Do).
È il "punto fermo" che chiude la maggior parte dei brani e delle sezioni.
Cadenza autentica imperfetta (IAC)
Se manca una qualsiasi di queste condizioni, la cadenza è imperfetta: è ancora V–I, ancora chiusa, ma un po' più debole. I casi tipici sono un accordo finale con Mi o Sol in alto, oppure una dominante in rivolto (G/B verso C). I compositori usano la cadenza imperfetta per chiudere una frase a metà brano e riservano quella perfetta alla vera conclusione.
Cadenza plagale (IV–I)
La cadenza plagale va dalla sottodominante (IV) alla tonica (I): Fa verso Do in Do maggiore. È più morbida della cadenza autentica perché manca la sensibile; la nota comune Do resta ferma mentre le altre voci scendono per grado congiunto (La–Sol, Fa–Mi).
Si sente spesso dopo una cadenza autentica come ulteriore, dolce conferma della conclusione, ed è il tipico finale "amen" degli inni. Nelle tonalità minori diventa iv–i (Re minore verso La minore in La minore), che suona più cupo. Una variante molto diffusa nelle tonalità maggiori prende in prestito il iv minore: Fa minore verso Do, una chiusura calda e un po' malinconica.
Semicadenza (termina su V)
Una semicadenza (o cadenza sospesa) è qualsiasi frase che si ferma sull'accordo di dominante. L'accordo prima del V può essere quasi qualsiasi: I–V, ii–V, IV–V o vi–V. In Do maggiore, una frase che termina su Sol suona come una virgola: l'ascoltatore si aspetta che la frase successiva prosegua e prima o poi risolva su Do.
Le semicadenze sono il modo classico di chiudere la prima metà di una coppia di frasi "domanda e risposta". La prima frase termina su V (domanda), la seconda termina con una cadenza autentica perfetta (risposta).
Cadenza d'inganno (V–vi)
La cadenza d'inganno (detta anche cadenza interrotta) prepara una cadenza autentica e poi sostituisce la tonica attesa con l'accordo di vi grado: Sol verso La minore in Do maggiore. La sensibile Si sale comunque a Do, e La minore condivide due note (Do e Mi) con l'accordo di Do, quindi il passaggio suona logico ma sorprendente.
Il suo compito è rimandare la conclusione. Una frase che finisce con una cadenza d'inganno di solito si ripete o si prolunga finché non raggiunge una vera cadenza autentica.
Le cadenze in La minore
Nelle tonalità minori l'accordo di dominante deve essere maggiore per creare una sensibile. La scala di La minore naturale ha il Sol naturale, che dista un tono intero dal La e non esercita una forte attrazione verso l'alto. La scala di La minore armonica lo alza a Sol♯, trasformando Mi minore in Mi (o Mi7). Per questo le cadenze in tonalità minore usano quasi sempre un V maggiore. Vedi le scale minori per tutti i dettagli.
| Cadenza | Formula | La minore | Sensazione |
|---|---|---|---|
| Autentica | V(7)–i | E7 – Am | conclusiva, chiusa |
| Plagale | iv–i | Dm – Am | chiusura morbida, scura |
| Semicadenza | qualsiasi – V | Dm – E | aperta, sospesa |
| D'inganno | V–VI | E – F | sorpresa, rinvio |
| Semicadenza frigia | iv6–V | Dm/F – E | aperta, solenne |
Nota che la cadenza d'inganno in minore va all'accordo di VI maggiore (Fa), non a un accordo minore. La sensibile Sol♯ sale a La, che è la terza di Fa maggiore.
La semicadenza frigia (iv6–V)
La semicadenza frigia è una semicadenza speciale che si trova solo nelle tonalità minori. Va dall'accordo di iv in primo rivolto al V: Re minore/Fa verso Mi in La minore. La sua caratteristica sta nelle voci esterne:
- il basso scende di un semitono, Fa–Mi (lo stesso semitono che apre il modo frigio, da cui il nome);
- la voce superiore sale di un tono, Re–Mi, così le voci esterne si allargano da una sesta a un'ottava.
Suona solenne e un po' arcaica, e i compositori barocchi la usavano spesso alla fine di un movimento lento che porta direttamente a uno veloce. Sulla chitarra la senti chiaramente con questa diteggiatura: Dm/F con il Fa sulla corda del Mi grave, poi un accordo di Mi a vuoto.
Le cadenze in Do maggiore: riepilogo
| Cadenza | Formula | Do maggiore | Chiusa o aperta |
|---|---|---|---|
| Autentica perfetta | V(7)–I, stato fondamentale, tonica in alto | G7 – C | chiusa, la più forte |
| Autentica imperfetta | V–I con rivolto o 3ª/5ª in alto | G/B – C | chiusa, più debole |
| Plagale | IV–I | F – C | chiusa, morbida |
| Semicadenza | qualsiasi – V | F – G | aperta |
| D'inganno | V–vi | G – Am | aperta, sorprendente |
Come riconoscere le cadenze a orecchio
Comincia ascoltando solo gli ultimi due accordi di ogni frase e poniti una domanda: suona conclusa?
- Se sì e la sensazione è forte e decisa, è quasi certamente una cadenza autentica.
- Se sì ma in modo dolce, senza una forte attrazione, pensa a una plagale.
- Se no e la musica sembra trattenere il fiato, è una semicadenza.
- Se ti aspettavi un punto fermo e hai ricevuto invece una sorpresa dal suono "minore", è una cadenza d'inganno.
Cantare la linea del basso aiuta moltissimo: un basso che scende di una quinta (o sale di una quarta) verso la tonica segnala una cadenza autentica; un basso che sale di un grado dal 5º al 6º segnala una cadenza d'inganno.
Esercizi
- Suona ogni cadenza della tabella in Do maggiore alla chitarra o al pianoforte, poi ripeti in La minore. Di' il nome ad alta voce mentre suoni.
- Trasporta le cinque cadenze in Sol maggiore (D7–G, C–G, C–D, D–Em) e in Mi minore (B7–Em, Am–Em, Am–B, B–C). Controlla le risposte con il trasportatore.
- Usa il riproduttore di progressioni per suonare I–IV–V–I, I–IV–V–vi e I–ii–V in tonalità casuali e riconosci la cadenza alla fine di ciascuna.
- Scrivi una melodia di otto battute sul pentagramma: le battute 1–4 terminano con una semicadenza, le battute 5–8 con una cadenza autentica perfetta.
- Allena l'orecchio alle qualità degli accordi con l'allenatore dell'orecchio, così la differenza tra V–I e V–vi diventa immediata.
Lezioni correlate: armonia diatonica, progressioni di accordi, accordi di settima, rivolti degli accordi e scale minori. Scrivi gli accordi coinvolti con la scheda sulle triadi e la scheda sugli accordi di settima.